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Due passanti alla fermata dell'autobus, immersi nel traffico intenso ed anonimo di una città come
tante, all'improvviso si riconoscono come due vecchi compagni di scuola, che
non si vedevano da 30 anni.
Alla gioia dell'incontro si aggiunge l'amarezza del sintetico racconto delle
loro vite, trascorse in parallelo per tanti anni ed
arrivate alla medesima drammatica situazione: soli, disoccupati e senza
prospettive per il futuro.
Ma uno dei due ha un impulso di generositˆ ed offre
ospitalitˆ all'altro, rimasto senza dimora. Da questo semplice e banale
presupposto prende il via uno spettacolo ricco di momenti esilaranti ma non privo
di poesia. Nella comica rappresentazione dei goffi tentativi che i due amici
faranno per trovare un poÕ di soldi e dare una svolta alle loro vite
sfortunate riconosciamo la fatica spesso inutile di cercare un lavoro,
l'illusione di facili guadagni alimentati ogni giorno dalla televisione, il
sogno di realizzare se stessi con il successo e la popolaritˆ.
Parlando di soldi, sognando di fare i soldi, pensando a come fare i soldi il tempo trascorre nel piacere di stare insieme, con
leggerezza e quel tanto di follia tipica dei clown: sicuramente non
diventeranno ricchi ma non smetteranno mai di cercare un modo per essere
felici.
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